La Villa

Storia

All’ingresso meridionale di Milis, tra agrumeti profumati e strade in pietra, sorge Villa Pernis Vacca: una dimora nobile che racchiude oltre un secolo di storia, visione e trasformazione. Realizzata intorno al 1905, è il frutto dell’ambizione di Benvenuto Pernis, imprenditore colto e lungimirante, che scelse questo angolo fertile di Sardegna per dar vita a un progetto agricolo e residenziale d’avanguardia. 

Immersa in quattro ettari di verde, la villa presenta forme eleganti ispirate al gusto Liberty: linee morbide, dettagli in ghisa e cemento, decori floreali e affreschi che impreziosiscono gli interni grazia e modernità. L’edificio si sviluppa a forma di “L”, con lato lungo di 120 metri, e riflette un equilibrio armonioso tra funzionalità produttiva e bellezza residenziale. Il complesso si articola in un corpo principale e ambienti di servizio, un tempo scuderie e alloggi per il personale, oggi preziose testimonianze di un’epoca di trasformazione.

Dopo la fase iniziale dedicata all’allevamento di cavalli destinati all’esercito regio, la tenuta venne acquistata negli anni Trenta da Cosimo Vacca, agricoltore esperto, che riconvertì l’area del maneggio in un rigoglioso agrumeto, ancora oggi cuore produttivo della proprietà.

Nel corso del Novecento, la villa attraversò nuovi cambiamenti: durante la Seconda Guerra Mondiale fu requisita dal comando dell’Aviazione, diventando sede militare e ospitando un rifugio antiaereo tuttora visibile nel giardino. Dopo anni di abbandono, fu acquisita dalla Regione Autonoma della Sardegna e, nel 2000, dal Comune di Milis, che ne avviò il recupero.

Oggi, Villa Pernis Vacca si apre al pubblico come spazio di cultura, memoria e identità. Un luogo vivo, che continua a raccontare la sua storia intrecciando natura, architettura e bellezza.

Famiglie

Villa Pernis Vacca non è solo un luogo architettonico e paesaggistico, ma anche il punto d’incontro tra due famiglie che, in epoche diverse, hanno lasciato un’impronta profonda nella storia economica, sociale e culturale della Sardegna: i Pernis e i Vacca.

 

Tutto ebbe inizio con Josias Pernis (1797-1985), commerciante svizzero giunto casualmente in Sardegna dopo un naufragio sulle coste di Santa Caterina di Pittinuri. Da quel momento, la sua vita prese una nuova direzione: si stabilì a Cagliari, avviò un’attività floridissima nel commercio del vino, sposò Caterina Sesselego Pastorino e contribuì alla fondazione del Banco di Sardegna. La sua tomba, nella Cappella Pernis del Cimitero Monumentale di Bonaria, è un’opera d’arte scolpita da Giuseppe Maria Sartorio.

 

Il figlio Guglielmo ne seguì le orme, consolidando il prestigio della famiglia nel tessuto imprenditoriale cagliaritano. Ma fu Benvenuto, nipote di Josias, a portare la visione oltre i confini cittadini. Inizi del Novecento, scelse Milis per dar vita a un’azienda agricola moderna, con al centro l’allevamento di cavalli e un’abitazione che fosse anche simbolo di eleganza e innovazione: Villa Pernis Vacca.

 

Nel 1926 la proprietà passò nelle mani di Cosimo Vacca, appartenente a una delle famiglie più antiche di Milis. Agricoltore esperto, trasformò la tenuta in un produttivo agrumeto, segnando l’inizio di una nuova fase nella vita della villa. Il legame tra i Vacca e la terra è sempre stato forte: radici nobiliari, legami con i Boyl e un’eredità culturale che si rinnova anche grazie a figure come Cicito Vacca, custode della memoria collettiva attraverso un prezioso archivio oggi conservato a Oristano.

 

La storia di Villa Pernis Vacca è anche la storia di queste famiglie: viaggi, scelte, trasformazioni e visioni che si intrecciano nel cuore della Sardegna.

Architettura

Villa Pernis Vacca è uno degli esempi più eleganti di architettura Liberty in Sardegna. Sorta nei primi anni del Novecento, la villa riflette pienamente i principi di questo stile artistico che si diffuse in Europa tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo. Nato come reazione all’industrializzazione e alla produzione seriale, il Liberty si fonda su un ritorno alla bellezza artigianale, alla cura del dettaglio e a una profonda ispirazione naturalistica.

Nel caso di Villa Pernis Vacca, il gusto per le forme fluide e leggere si esprime in una struttura armoniosa, in cui architettura e paesaggio dialogano senza forzature. Linee curve, motivi floreali, decorazioni in ghisa e cemento animano l’edificio con eleganza. Gli interni sono arricchiti da affreschi e dettagli raffinati, pensati per esprimere non solo uno stile, ma anche una visione del mondo: abitare circondati dalla bellezza, in un equilibrio continuo tra funzione e poesia.

La villa si sviluppa su una pianta ad “L” e si inserisce in un’ampia tenuta agrumicola, a testimonianza della vocazione agricola della famiglia che la edificò. Ma ciò che rende unico il complesso è proprio la sua duplice anima: residenza privata e centro produttivo, rifugio intimo e manifesto architettonico. In un’epoca di grandi trasformazioni, Villa Pernis Vacca incarna lo spirito di una borghesia colta, intraprendente e attenta al valore simbolico dello spazio abitato.

Oggi, la villa non è solo un bene architettonico da ammirare, ma un frammento vivo di storia e visione, dove arte, natura e memoria continuano a intrecciarsi in un racconto che appartiene al territorio e alla sua identità più profonda.

Su Corrale

All’interno del complesso di Villa Pernis Vacca, Su Corrale è il grande spazio esterno che accoglie il visitatore prima ancora dell’edificio principale. Più di un cortile, è un luogo di passaggio e di sosta, di apertura e di incontro, che riflette la funzione originaria della tenuta: una residenza nobiliare immersa nella campagna produttiva, pensata per coniugare eleganza architettonica e attività agricola.

 

Il nome Su Corrale, in lingua sarda, evoca uno spazio aperto destinato alle attività quotidiane: il lavoro, il riposo, le relazioni. Qui, tra logge coperte e camminamenti in pietra, un tempo si svolgevano le operazioni legate all’allevamento e alla gestione della tenuta. Oggi l’area è stata valorizzata come spazio per eventi e manifestazioni, mantenendo viva la sua vocazione di luogo collettivo e vissuto.

 

L’ampio portale in legno segna una degli ingressi alla struttura e si collega ad una recinzione continua che protegge l’intero complesso. Il percorso conduce verso la villa, costeggiando alberi, siepi e agrumi, fino a raggiungere il cancello principale in ferro battuto che un tempo fungeva da punto di osservazione e raccordo tra le diverse attività della tenuta. Qui, sul lato che si affaccia verso via San Paolo, il giardino si apre per accogliere i visitatori e rendere più accessibile l’intero complesso.


Su Corrale è, ancora oggi, uno spazio dinamico: teatro di iniziative culturali, rassegne stagionali e momenti di convivialità. Mantenendo il dialogo tra la villa, la natura e la comunità, continua a raccontare — in modo discreto ma deciso — lo spirito con cui questo luogo fu pensato: aperto, ospitale, radicato nel territorio e capace di rinnovarsi nel tempo.

Rifugio antiaereo

Nel cuore del giardino di Villa Pernis Vacca, protetto dalla vegetazione più fitta, si cela un segno concreto della storia recente: il rifugio antiaereo, costruito durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l’intera tenuta fu trasformata in presidio militare. La presenza di questa struttura, in cemento armato, racconta una fase drammatica ma poco nota della storia del paese e della villa stessa.

 

All’inizio degli anni Quaranta del Novecento, con l’entrata in guerra dell’Italia, Milis assunse un ruolo strategico per la sua vicinanza all’aeroporto militare — il più grande della Sardegna all’epoca. La posizione defilata ma centrale e la conformazione della tenuta la resero ideale per ospitare il comando dell’Aviazione. Villa Pernis Vacca fu requisita e destinata a uso militare: al piano superiore furono alloggiati gli ufficiali, al piano terra vennero ricavati ambienti di servizio e le antiche scuderie furono riorganizzate per esigenze operative.

 

In questo contesto, venne realizzato il rifugio antiaereo, oggi visibile nella zona più alberata del giardino, ribattezzata “giardino romantico”. Era una struttura essenziale, pensata per proteggere militari e personale in caso di bombardamenti. Il 3 luglio 1943, un violento attacco alleato colpì l’aeroporto: persero la vita 22 militari italiani, 16 tedeschi e 3 civili milesi. Le vittime furono sepolte nel cimitero comunale, dove nel 1945 fu istituito il primo cimitero di guerra della Sardegna.

 

Oggi il rifugio è in disuso, ma rimane una testimonianza tangibile del ruolo che Villa Pernis Vacca ha svolto in quegli anni difficili. Tra alberi e sentieri, si conserva il ricordo di un tempo in cui anche un luogo nato per la bellezza dovette fare spazio alla guerra, accogliendo la vita e proteggendola, nel silenzio della pietra e del paesaggio.

Tra gli agrumeti di Milis,
Villa Pernis Vacca racconta oltre un secolo di storia,
architettura e trasformazioni.

Sorta nei primi del Novecento,
oggi è un luogo di memoria, cultura e rinascita.

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Villa Pernis Vacca a Milis (OR)
martedì, 7 Aprile 2026
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